Studio delle caratteristiche psicometriche di un nuovo questionario delle abilità di consapevolezza: la Child and Adolescent Mindfulness Measure (CAMM). Studio condotto dalla dott.ssa Stefania Rotondo in collaborazione con l’Università degli Studi di Chieti e Pescara.

Lo studio

Il termine mindfulness indica un’attenzione consapevole, intenzionale e non giudicante, rivolta al momento presente.

Negli ultimi anni numerosi interventi psicoterapeutici ed educativi, in età infantile e adolescenziale, hanno proposto programmi basati sul nuovo costrutto, per promuovere un miglior benessere e la prevenzione della psicopatologia in giovane età.

Nonostante le numerose applicazioni nel panorama nazionale, la mindfulness stenta a diventare un costrutto scientifico, a causa dell’assenza di strumenti validati, che ne garantiscano una misura obiettiva. Pertanto l’obiettivo del lavoro è lo studio delle caratteristiche psicometriche di un nuovo questionario delle abilità di consapevolezza: la Child and Adolescent Mindfulness Measure (CAMM), su un campione di 917 soggetti, diviso in 345 bambini e 572 adolescenti reclutati dalla popolazione generale.

Le Analisi Fattoriali Esplorative evidenziano una struttura unidimensionale della scala a 8 item, con una buona coerenza interna. Il lavoro giustifica l’utilizzo del test in ambito nazionale per l’età infantile e adolescenziale.

Gli interventi basati sulla Mindfulness

Gli ultimi dati sugli effetti negativi della psicopatologia in giovane età hanno sottolineato i pesanti risvolti economici, caratterizzati da una grave perdita di produzione economica in ambito nazionale e internazionale (Istituto Superiore di Sanità, ISS, 2011, 2016; Organizzazione Mondiale della Sanità, OMS, 2016). Per questo motivo la prevenzione dei disturbi mentali si è focalizzata su interventi che promuovessero il benessere psico-fisico precocemente.

Negli ultimi anni il campo della psicoterapia è stato caratterizzato da interventi basati sulla mindfulness, grazie anche agli studi che ne hanno evidenziato l’efficacia in ambito clinico (Baer, 2003, 2006; Black, 2015; Keng, Smoski e Robins, 2011). A oggi si sono sviluppati modelli di intervento terapeutici, il cui focus centrale è la modifica delle reazioni dei pazienti nei confronti della sofferenza, allenando un particolare stato mentale: essere consapevoli e presenti all’esperienza, interna ed esterna, momento per momento (Brown e Ryan, 2003; Didonna, 2009; Kabat-Zinn, 1990).

Mindfulness designa, infatti, «consapevolezza» e si esplica in uno stato di coscienza che emerge prestando attenzione, in modo intenzionale e non giudicante, al momento presente (Kabat-Zinn, 1990). Questo permette di entrare in relazione con il proprio vissuto in modalità meno reattiva, promuovendo il riconoscimento dei meccanismi che generano e mantengono stati disadattivi. Inoltre, le competenze mindfulness, permettono di incrementare il comportamento pro-sociale e lo sviluppo socio-emotivo, abilità che potenziano la resilienza e che permettono la prevenzione della sofferenza psichica e dei conseguenti problemi di salute mentale, in costante aumento tra i giovani (Greenberg et al., 2003; Institute of Medicine, IOM, 2009; Shonkoff, Boyce e McEwen, 2009). […] Ricerche recenti hanno, inoltre, sottolineato come soggetti in giovane età, con elevati livelli di consapevolezza, riferiscano livelli più bassi di sintomi depressivi, stress percepito, rabbia e altri indicatori di disturbi mentali (Black, Sussman, Johnson e Milam, 2012; Brown, West, Loverich e Biegel, 2011). Un ulteriore studio ha dimostrato il ruolo moderatore della consapevolezza nella relazione tra eventi di vita negativi e lo stato di salute mentale (Marks, Sobanski e Hine, 2010).
[…]
Studi empirici degli effetti positivi della pratica di mindfulness sono inizialmente stati condotti su campioni clinici di bambini e adolescenti con disturbo d’ansia (Semple, Reid e Miller, 2005), stress, disturbi della condotta (Biegel, Brown, Shapiro e Schubert, 2009), disturbo bipolare (Goldstein, Axelson, Birmaher e Brent, 2007) e comportamenti autolesivi (Miller, Rathus e Linehan, 2007). Ulteriori ricerche hanno evidenziato un miglioramento della capacità di autoregolazione e di concentrazione, sia in soggetti con diagnosi da Disturbo da Deficit di attenzione e iperattività (Zylowska et al., 2008), sia in campioni non clinici. Tali studi hanno sottolineato il ruolo educativo della mindfulness, in quanto promotrice della crescita personale (Flook et al., 2010). Altre ricerche hanno proposto l’utilizzo delle pratiche di consapevolezza nel campo della psicologia positiva, dimostrando un incremento dello stato di consapevolezza nei giovani che affrontano situazioni stressanti, con effetti positivi nella regolazione dei rapporti interpersonali, nel rendimento scolastico e nella salute psicofisica (Kerringan et al., 2011).
Sebbene in letteratura siano presenti vari programmi mindfulness per bambini e adolescenti, quali: la Mindfulness – Based Cognitive Therapy for Children (MBCT-C; Semple e Lee, 2011), la Mindfulness Matters! (MM!; Semple e Madni, 2013), la Still Quiet Place: A Mindfulness Program for Children and Adolescents to Ease Stress and Difficult Emotion (Saltzman, 2014), la Mindfulness – Based Stress Reduction for Teens (MBSR-T; Biegel, 2010), studi recenti hanno sottolineato l’importanza di incrementare metodologie obiettive per rilevare le abilità di mindfulness (Baer, Smith, Hopkins e Toney, 2006; Hayes e Greco, 2008; Park, Reilly-Spong e Gross, 2013).

È emersa, quindi, la necessità di strumenti validati che permettano di misurare i cambiamenti significativi, inerenti allo stato di consape-volezza. Diversi strumenti sono stati validati su campioni di soggetti adulti, quali il Five Facet Mindfulness Questionnaire (FFMQ; Didonna e Bosio, 2012; Giovannini et al., 2014); la Mindful Attention Awareness Scale (MAAS; Setti, Piccoli, Bellotto e Argentero, 2014). Al contrario la valutazione della mindfulness, per bambini e adolescenti, rimane ancora esplorata in modo insufficiente (Burke, 2010). Uno studio recente ha riadattato la Mindful Attention Awareness Scale (MAAS; Brown e Ryan, 2003) per campioni di età compresa fra i 14-18 anni, ma al momento, l’unico questionario self-report costruito essenzialmente per i bambini e gli adolescenti, è la Child and Adolescent Mindfulness Measure (CAMM; Greco, Baer e Smith, 2011).

Child and Adolescent Mindfulness Measure

La Child and Adolescent Mindfulness Measure (CAMM; Greco, Baer e Smith, 2011) è l’unica misura self-report delle abilità di mindfulness nei bambini e negli adolescenti. In letteratura sono presenti pochi studi che ne esaminano le caratteristiche psicometriche. Originariamente gli autori hanno sviluppato un pool iniziale di 25 item, somministrato a un campione di 428 bambini con un gamma di età di 10-17 anni. Gli item saturavano su tre fattori, denominati: «Osservazione», «Azione consapevole» e «Pensiero non giudicante». Tuttavia, le Analisi Fattoriali Esplorative (AFE) hanno evidenziato delle problematiche circa la correlazione tra i fattori, tanto da scoraggiare la soluzione a due e a tre fattori, e portare all’eliminazione di 9 item. Successive AFE, su un campione di 334 soggetti (età media = 12,60 anni) e sui restanti 16 item, hanno suggerito una soluzione unidimensionale. Attraverso l’Analisi Fattoriale Confermativa, su un campione di 332 soggetti (età media = 12,77 anni), è emerso che solo 10 di questi item convergevano adeguatamente in una soluzione unifattoriale.

Anche nella versione portoghese della CAMM (n = 410 adolescenti; età media = 15,18 anni), l’AFC ha evidenziato una struttura uni-fattoriale a 10 item (Cunha, Galhardo e Pinto-Gouveia, 2013). La versione danese della scala ha evidenziato, invece, una struttura a due fattori, attraverso l’Analisi delle Componenti Principali (ACP) su un campione di 275 bambini (gamma età = 10-12 anni). Sulla prima componente, denomi-nata: «Momento presente e pensiero non giudicante», saturavano gli item 1, 2, 4, 6, 7, 8 e 9; sulla seconda componente: «Soppressione o evitamento di sentimenti ed emozioni», saturavano gli item 3, 5, 10. L’item 6 non era chiaramente definito e saturava su un terzo fattore. Anche sul campione di adolescenti (n = 560; gamma età = 13-16 anni) l’ACP ha evidenziato due fattori: «Momento presente e pensiero non giudicante» (item 1, 3, 4, 5, 7, 8, 9 e 10) e «Distraibilità o mancanza di attenzione», su cui saturavano gli item 2 e 6 (de Bruin, Zijlstra e Bögels, 2014).

Nel panorama nazionale della ricerca sulla CAMM è presente un solo studio, da cui emerge una struttura fattoriale unidimensionale della CAMM a 9 item. L’item 2 è stato eliminato dall’analisi, perché difficilmente comprensibile e utilizzabile nel contesto italiano. Il modello è stato testato su 264 bambini e 265 adolescenti, attraverso un’AFC (Dellagiulia, Bianchi e Bastianelli, 2015).

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